GUIDA – Fotografare paesaggi sotto alle stelle | Vademecum per il fotografo nottambulo, Seconda Parte

Foto Guide | La tecnica fotografica

Seconda parte dell’articolo, leggi la prima parte

L’esposizione in fotografia notturna

In questo genere fotografico il tempo è il parametro fondamentale per determinare il modo in cui le stelle vengono riprodotte. E come abbiamo visto dipende dalla focale che state utilizzando. Ma come dobbiamo comportarci con diaframma ed ISO?

La cosa principale da tenere in considerazione è che più luce faremo entrare e più stelle vedremo comparire nel nostro cielo. Addirittura, con le giuste condizioni e impostazioni, potremo ottenere più stelle di quelle che vediamo ad occhio nudo.

Per questo suggerisco di fare un po’ di prove, perché le impostazioni giuste dipendono da molte variabili ed è difficile suggerire dei parametri buoni per tutte le situazioni di ripresa.

La scaletta per individuare l’esposizione giusta è la seguente:

  1. Impostare il tempo in funzione dell’obiettivo usato, seguendo la tabella riportata nel paragrafo precedente, o calcolandolo con la relativa formuletta.
  2. Impostare il diaframma per avere la giusta profondità di campo.
    Dovrete cercare un compromesso tra quantità di luce e profondità di campo, in modo da ottenere una PdC che vi permetta di avere a fuoco sia il primo piano che il cielo sullo sfondo, ma che al contempo vi faccia di registrare quante più stelle possibile.
    Per questo i grandangoli possono aiutare e può farlo anche la scelta di stare abbastanza lontano dal soggetto (allontanandosi dal soggetto è più facile avere a fuoco sia il primo piano che lo sfondo).
    Di norma vi troverete a lavorare con diaframmi piuttosto aperti, se non addirittuara alla massima apertura.
    Se la vosta macchina fotografica è una chiavica ad alti ISO potrebbe essere utile usare una lente molto luminosa, ma non esagerate con l’apertura perchè altrimenti potreste diventare matti nel tentativo di mettere a fuoco sia lo sfondo che il primo piano. Di norma una lente f/2.8 può essere più che sufficiente. Provate comunque anche diaframmi più chiusi, meglio vedere qualche stella in meno ma avere a fuoco tutto quello che serve.
  3. Impostare gli ISO che, come sempre devono essere più bassi possibile.
    Con più bassi possibile non intendo bassi in assoluto.
    Vi troverete a lavorare sempre con ISO piuttosto altini (nella mia esperienza credo di non essere mai sceso sotto ai 1600), ma fate in modo di non esagerare.
  4. Scattate e vedete cosa viene fuori. Considerate che siete al buio e quindi la foto sullo schermo vi sembrerà molto più luminosa di quanto in realtà non sia. Perciò è buona regola dare un’occhiata all’istogramma per valutare correttamente l’esposizione.
    Se l’esposizione di primo piano e sfondo è equilibrata ed il cielo è punteggiato da un buon numero di stelle, potete ritenervi soddisfatti, altrimenti rimboccatevi le maniche e provate a modificare ISO e diaframmi.

L’inquinamento luminoso

L’inquinamento luminoso è il vostro nemico numero uno, perché vi impedirà di vedere molte stelle e quindi di riprodurle nella foto. Se c’è tanta luce in cielo, come accade generalmente vicino ai centri abitati o nelle notti di luna piena, ogni tentativo di aumentare l’esposizione non farà altro che renderlo più chiaro e quindi… Ciao ciao stelline.

D’altra parte avere un po’ di luce intorno potrebbe permettervi, con le giuste impostazioni ed un pizzico di fortuna, di esporre benino anche il primo piano senza ricorrere a tecniche come light painting, open flash o doppie esposizioni.
Attenzione ho detto potrebbe!

La luce della luna schiarisce il cielo nascondendo le stelle

Il primo piano: cenni su light painting e open flash

Se fotografiamo paesaggi con cielo stellato sicuramente avremo bisogno anche di un primo piano leggibile e ben esposto.
Finora ci siamo concentrati sul cielo, ma dobbiano tenere in considerazione che la via lattea è solo lo sfondo della foto ed il primo piano è ugualmente importante.
Quindi come lo esponiamo il primo piano?
Se non ci troviamo troppo distanti da un centro abitato e se c’è un po’ di luna, è probabile che non sia così buio come ci potrebbe sembrare ad occhio nudo e quindi con le impostazioni necessaria per fotografare le stelle è possibile che riusciamo a leggere anche il primo piano.

Considerando però che per ottenere un bel cielo stellato si dovrebbero evitare come la peste le notti di luna piena ed i luoghi vicini ai centri abitati, è bene impara fin da subito due tecniche piuttosto semplici: il light painting e l’open flah.
Sono tecniche simili e consentono di ottenere un’esposizione equilibrata tra sfondo e primo piano con un solo scatto. Sia per il light painting che per l’open flash si deve illuminare il primo piano con una luce esterna, sostanzialmente quello che le differenzia è il tipo di fonte di luce utilizzata.

Nel light painting si usa una luce continua (può andare benissimo anche una torcia) per illuminare il soggetto, andando letteralmente ad usare la luce come un pennello.

Nell’open flash invece la fonte di luce, come suggerisce il nome, è un flash. Ci si avvicina al soggetto con il flash in mano e si fa scattare mentre l’otturatore della macchina fotografica è aperto. Questa tecnica è da preferire al light painting se nel primo piano ci sono elementi che si muovono, perché il lampo del flash congelerà i loro movimenti.

il primo piano è illuminato con la tecnica dell’open flash

Come metto a fuoco?

La messa a fuoco è la bestia nera del paesaggista notturno. Primo perché di notte è difficile mettere a fuoco, secondo perché, lavorando con diaframmi abbastanza aperti, può essere complicato avere sufficiente PdC sia per lo sfondo che per il primo piano.

Il suggerimento più stupido, ma più efficacie, che ci sia è di dimenticare l’af ed usare il live view, focheggiando in manuale al massimo ingrandimento.
Solitamente mi concentro sul primo piano, dove sta il soggetto, perchè torno a ricordarvi che il cielo è solo lo sfondo della foto. Inoltre, se le stelle sono leggermente fuori fuoco, appariranno un po’ più grandi (ho detto leggermente!), e l’effetto può essere molto gradevole.

La parte del leone in tutta questa faccenda la fa la gestione della profondità di campo, perché siamo costretti ad usare grandi aperture (credo di non aver mai chiuso oltre f/5,6), quindi non potendo intervenire molto sul diaframma bisogna lavorare sulla distanza dal soggetto. Stando troppo vicini la PdC si riduce, ma allontanandosi aumenta, periò è bene cercare di gestirla mettendosi alla giusta distanza dal soggetto, in modo da ottenere una PdC sufficiente per i nostri scopi.

Con un punto di ripresa molto vicino al soggetto è difficile avere sufficiente profondità di campo per mantenere a fuoco sia le stelle che il primo piano

In sintesi

  • Se si vogliono paesaggi con cieli normali, ovvero con stelle puntiformi, non si possono superare determinati tempi di scatto.
  • Il tempo di scatto per fermare le stelle dipende dall’obiettivo che si sta usando: se è un grandangolo sarà più lungo, se è un tele sarà più breve.
  • Se si usa una macchina full frame, la formula per calcolare il tempo di scatto sufficiente a fermare le stelle è 550/lunghezza focale.
  • Se si usa una macchina APS, la formula per calcolare il tempo di scatto sufficiente a fermare le stelle è 550/(lunghezza focale x 1,5).
  • Se si usa una macchina m4/3, la formula per calcolare il tempo di scatto sufficiente a fermare le stelle è 550/(lunghezza focale x 2).
  • Mettete a fuoco in manuale usando il live view.
  • Una volta impostato il tempo si fa l’esposizione scegliendo iso e diaframmi adeguati. Fate diversi tentativi cercando di ottenere più stelle possibili.
  • Verificate che la PdC sia sufficiente per avere primo piano e sfondo nitidi. Se non lo fosse provate a modificare il diaframma (variando l’esposizione) o la vostra distanza dal soggetto.
  • Scattate e approfittate del tempo di scatto lungo (di solito alcune decine di secondi) per illuminare il primo piano con la tecnica del light painting o dell’open flash. fate diversi tentativi regolando la luce in modo da ottenere il primo piano esposto correttamente.
  • Nel light painting potete regolare la quantità di luce aumentando o riducendo il numero e/o la velocità con cui “pennellate” il soggetto.
  • Nell’open flash potete regolare la quantità di luce aumentando o riducendo la potenza del flah e/o la sua distanza dal soggetto.
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Fotografo

Dal 2009 si divide tra fotografia di matrimonio e documentaria. Come documentarista ha pubblicato su National Geographic Italia e riviste minori. Come matrimonialista ha avuto l’opportunità di lavorare in Italia, Francia, Germania, Inghilterra, Svizzera e Bermuda. http://www.francescorossifotografo.it/