La FotoCosa del Giorno | Tutti pazzi per le Micronazioni

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Avete mai pensato di fondare una nazione tutta vostra? In molti lo hanno fatto. E non sto parlando di cose tipo San Marino o il Liechtenstein, che sono microstati riconosciuti come stati sovrani.

Accanto ai microstati, infatti, esistono in tutto il mondo entità autodichiarate, spesso create da una sola persona, che pretendono di essere considerate indipendenti, pur non essendo riconosciute da nessun governo: le micronazioni appunto.

Il fotografo francese Leo Delafontaine ne ha visitate un bel po’ in tutto il mondo con il suo progetto Micronations, tra le quali anche il longevo Principato di Sealand che oggi festeggia la sua “dichiarazione d’indipendenza” avvenuta il 2 settembre 1967.

Sealand

Tutto iniziò con Paddy Roy Bates, un cittadino britannico che aveva avuto problemi legali a causa della sua stazione radio pirata. Dopo aver discusso coi suoi avvocati su come fare per mantenere la sua radio attiva, vide bene di occupare, la vigilia di Natale del 1966, l’HM Fort Rough, una fortezza marittima costruita durante la seconda guerra mondiale al largo della costa inglese, costituita da una grande piattaforma sostenuta da due torri.

Oggi Sealand ha la propria moneta, francobolli, ecc, ma la sua storia è stata a tratti rocambolesca. Nel 1968 ci fu addirittura un tentativo di “colpo di stato” ad opera del “primo ministro”, che fu imprigionato scomodando diplomatici… una lunga storia che potete trovare sul sito web di Sealand. E già che ci siete sappiate che potete anche acquistare una carta d’identità o un titolo nobiliare.

Micronazioni ovunque

Ad oggi esistono decine di micronazioni, alcune nate come repliche di opere letterarie o cinematografiche, altre, specialmente negli ultimi tempi, con intenti puramente goliardici, altre ancora basate su fatti storici.

Tra le ultime sappiate che se ne conta una anche in Italia, il Principato di Seborga, situato in Liguria, a nord del Comune di Bordighera.

Seborga divenne uno Stato indipendente già nel 954, con la donazione del Conte Guidone di Ventimiglia ai monaci benedettini dell’Abbazia di Lerino, e nel 1079 divenne Principato.
Nel 1729 fu venduta dai monaci a Vittorio Amedeo II di Savoia, ma l’atto di vendita, che tra l’altro non venne mai registrato, riguardava il semplice possesso dei territori di Seborga e non la sovranità su di essa.

Et voilà ecco fatta una micronazione.

Un’altra micronazione famosa è la Repubblica di Molossia, vicino Daytona, in Nevada, dove il presidente Kevin Baugh regna incontrastato sui suoi 4,5 ettari di terreno.

Come ci tiene a precisare sul sito ufficiale, La Repubblica di Molossia ha la propria Marina, Accademia Navale, Programma Spaziale, Ferrovia, Servizio Postale, Banca, attrazioni turistiche, il sistema di misurazione, le vacanze, il cinema online, la stazione radio online e persino il proprio fuso orario.

La lista è lunga, saltando tra il serio e il faceto, solo per fare alcuni esempi:

  • Christiania, il famoso distretto di Copenaghen con leggi particolari sull’uso delle droghe.
  • “Il Regno dell’Amore”, un tentativo del “re Danny I” di creare una nazione virtuale basata nel suo appartamento a Londra.
  • Il “Regno Gay e Lesbo delle Isole del Mar dei Coralli”, fondato il 14 giugno 2004 sulle isole disabitate al largo del Queensland, da un gruppo di attivisti in risposta al rifiuto del governo australiano di riconoscere il matrimonio fra persone dello stesso sesso e sciolto nel novembre del 2017 in seguito all’approvazione delle leggi sui matrimoni omosessuali.
  • Il “Dominion of Melchizedek”, noto soprattutto in America e in Italia per le sue attività bancarie fraudolente.

Quindi, se anche voi deciderete di fondare la vostra micronazione, per favore fatecelo sapere.

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Fotografo e videomaker, dal 2012 è contributor per Getty Images per le foto di viaggio. Oltre a realizzare servizi foto e video, ha organizzato corsi di fotografia anche in collaborazione con università italiane.