Photo OPs – Il Palio di Siena

Photo OPs
Photo Opportunities | Spunti per fotografie

E’ dal 2009 che ogni 2 Luglio e 16 Agosto, impegni permettendo, mi faccio un giro a Siena per fotografare il Palio.
Quando ho cominciato ero così ignorante da non sapere che tra i lavori sul tema ce n’era uno di un certo Francesco Cito, vincitore del World Press Photo 1996, che rendeva decisamente superflui tutti gli altri.
Metabolizzato lo shock, dovuto alla sopravvenuta consapevolezza che un lavoro sul Palio non mi avrebbe fatto vincere il WPP, ho deciso di continuare comunque a fotografarlo.

Fotografare il Palio è divertente se:

  • Vi piace stare in mezzo al casino
  • Non vi fa troppo schifo essere ricoperti dal sudore degli altri
  • Non vi spaventano le minacce di morte dei contradaioli che vogliono picchiarsi in santa pace, senza che nessuno li fotografi
  • Avete una buona resistenza alle gomitate nello stomaco
  • La vostra soglia di sopportazione al caldo e alla disidratazione è piuttosto altina
  • Non avete paura che la vostra macchinetta prenda qualche colpo
  • Avete un bel paio scarpette chiuse e molto comode

Se il vostro profilo soddisfa questi pochi, ma fondamentali, requisiti potete continuare la lettura, altrimenti vi consiglio vivamente di correre a fotografare le lenticchie a Castelluccio di Norcia.

Come raccontare il Palio di Siena

Cominciamo dalle basi: il Palio non è solo corteo storico e corsa dei cavalli. Anzi, direi che il primo, fotograficamente parlando, è una rottura di scatole inenarrabile, mentre la seconda è una roba che si esaurisce in pochi giri e questo implica non avere troppe occasioni per tirare fuori belle immagini.

Ogni volta che si decide di produrre una serie di foto che abbia un capo ed una coda è bene avere un minimo di conoscenza dell’evento che si sta per fotografare. Nello specifico suggerirei di arrivare lì con le idee abbastanza chiare sia sulle tempistiche della manifestazione che sul taglio che volete dare al lavoro.

Per quanto mi riguarda, il Palio è interessante non tanto per la manifestazione in sé, quanto per il modo in cui viene vissuta dai senesi. E già questa considerazione mi porta ad andare a cercare soprattutto determinate situazioni. Il resto è “solo” contesto.
Paradossalmente, in quest’ottica, potremmo raccontare il Palio senza avere una singola immagine della corsa.

Le cose importanti, se sposto l’attenzione dai cavalli ai senesi, sono la vita della contrada, i contradaioli, il miscuglio tra sacro e profano, l’attesa, il silenzio prima della mossa, le facce trasfigurate dalla rabbia o dalla gioia, le risse, i festeggiamenti, la disperazione dei perdenti e così via.

Sia chiaro, non dico che è importante solo questa roba qua, vi sto solo consigliando di darvi una traccia (neanche troppo rigida) ed individuare degli elementi da andare a ricercare sul campo.

Con la vostra traccia in testa guardatevi il programma della giornata e scegliete le situazioni in cui secondo voi sarà più facile trovare quello che state cercando. Però, quando sarete lì, restate aperti a quello che vi accade intorno. Non siate ottusi, lasciatevi sorprendere.

Quindi cosa fotografo al Palio?

Io comincerei con le benedizioni dei cavalli, ogni contrada ha la sua chiesa, sceglietene una. Questa fase si svolge nel primo pomeriggio, quindi se vi interessa tantissimo la corsa, la eviterei e volerei a prendere il posto in piazza del Campo.

La corsa ovviamente è un altro momento interessante, ma come leggerete più avanti rischia di farvi perdere tutto il resto, quindi regolatevi bene con i tempi.

Se proprio ci tenete, prima della partenza, per ore ed ore, il centro è attraversato dal corteo storico, che conclude la sfilata in piazza del Campo.

Quando la piazza viene chiusa, in attesa della partenza, è interessante aggirarsi per le vie del centro e vedere la gente che si accalca fuori dai bar in lunghe file, per seguire la mossa in TV. Ma ovviamente se siete in piazza questa roba non la vedrete.

La corsa è un attimo, sono tre giri stecchiti preceduti dall’interminabile mossa.
Purtroppo c’è poco da fare, difficilmente riuscirete a trovare un posto buono per fotografare la mossa. Però la sentirete.
Dopo cinque ore di caldo e di casino, calerà improvvisamente il silenzio, e in quel momento comincerete a capire cos’è il Palio per i senesi.

Dopo la corsa la gente si butta nella pista per festeggiare e portare il fantino in trionfo. Questo è un momento che decisamente vale la pena di seguire. Ci sarà un bordello incredibile, con i cavalli, anche quelli scossi, ancora sul tufo. Quindi, se proprio ci tenete, saltate oltre le transenne pure voi, ma siate consapevoli del pericolo e state attenti!

Ovviamente in questa fase meno roba avrete addosso e meglio sarà, tenetelo a mente quando preparerete la borsa: niente zainetti con millemila lenti dentro. Meglio una borsetta piccola e leggera con le lenti indispensabili: uno zoom standard, ed un grandangolare spinto per il dopo gara. Se proprio volete esagerare metteci anche un medio tele, ma che non sia troppo luminoso, altrimenti poi maledirete il giorno in cui lo avete comprato.

State sicuri che prenderete botte da tutte le parti. Non vi incazzate, cercate il fantino, mettetevi sotto e tirate dritto.

Fotografare la corsa: dove sistemarsi

Fare foto alla corsa is a pain in the ass, come dicono ad Oxford, perché dovrete andare a prendere posto prestissimo. Questo vuol dire arrivare in Piazza del Campo almeno per le 14.00, trovare un posticino vicino alla pista e restare lì tutto il pomeriggio.

Considerate che Piazza del Campo alle 14.00 è una graticola. Rimpiangerete le lenticchie di Castelluccio di Norcia, ma se sopravviverete imparerete la lezione numero uno: l’attesa è compagna fedele di tutti i fotografi.

La zona che vi consiglio è la meno confortevole, perché resta sotto al sole per buona parte del pomeriggio. Sto parlando dell’uscita della curva di San Martino, all’ingresso della quale i cavalli sono costretti a rallentare molto.

Un altro posto interessante è il rettilineo compreso tra San Martino e la curva del Casato, proprio di fronte alla tribuna dei figuranti, che vi consiglio di tenere d’occhio.

Toglietevi dalla testa la zona della Mossa. Non fa per voi.

Date le temperature venusiane vi consiglio di dotarvi di abbondanti scorte d’acqua e di un bel berrettino.
Buon divertimento.

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Fotografo

Dal 2009 si divide tra fotografia di matrimonio e documentaria. Come documentarista ha pubblicato su National Geographic Italia, L'Espresso e riviste minori. Come matrimonialista ha avuto l’opportunità di lavorare in Italia, Francia, Germania, Inghilterra, Svizzera e Bermuda. http://www.francescorossifotografo.it/