BarbaBella 2

Là dove fiorisce la comunità: un altro anno di arte, relazioni e partecipazione a Barbanella

L’arte può trasformare spazi e riaccendere menti e cuori

C’è un momento, in ogni processo creativo, in cui le cose cominciano a fiorire. Accade quando le relazioni si consolidano, quando un gesto diventa cura, quando lo spazio pubblico ricomincia a essere vissuto.

Così è stato, per il secondo anno, a Barbanella, il quartiere popolare di Grosseto che è tornato ad animarsi grazie alla forza della cultura condivisa. BarbaBella 2, la seconda edizione del progetto, ha attraversato l’autunno, l’inverno e la primavera del 2024-2025 con un percorso fatto di relazioni, arte, gioco, memoria e teatro, trasformando ogni attività in un’occasione per riaccendere la comunità.

Un progetto a cura di CLAN APS e realizzato, anche in questo secondo anno di vita, con Fondazione CR Firenze nell’ambito del bando Partecipazione Culturale / Periferie, con il patrocinio del Comune di Grosseto, sponsorizzato da Conad Grosseto e in collaborazione con numerose realtà del territorio, tra cui Compagnia dei Cosi, OASI Onlus, Acquedotto del Fiora e Kansassìti APS, associazione che da anni lavora in sinergia con il collettivo, in una visione comune di cultura dal basso.

BarbaBella era nato da un’intuizione collettiva: creare occasioni di incontro autentico tra gli abitanti del luogo attraverso linguaggi artistici accessibili e condivisi. Con la seconda edizione, questo processo si è rafforzato, ampliato e gioiosamente radicato sul territorio.

Un “laboratorio di comunità” lungo sei mesi

BarbaBella 2 ha preso il via ufficialmente il 19 dicembre 2024, con la presentazione pubblica del progetto presso la Mediateca Digitale della Maremma, partner dell’iniziativa, in cui sono stati mostrati i primi video-interventi degli abitanti del quartiere e il video dell’evento finale dell’anno precedente, oltre che le linee guida del percorso: ascolto dei residenti, accessibilità delle pratiche artistiche, continuità delle relazioni avviate.

È stato il primo passo di un cammino che avrebbe attraversato l’inverno e la primavera, consolidando alleanze e obiettivi comuni.

Al centro del progetto è stato, anche quest’anno, il laboratorio teatrale di comunità curato dalla Compagnia dei Cosi e guidato da Gaia Rum, Giada Capecchi e Angelo Callegarin.

A gennaio 2025 il gruppo si è messo in cammino, letteralmente, con una “passeggiata teatrale” a cura di Alice Mazzilli intitolata Walking Wall – un primo passo per interrogarsi sul significato di “comunità” ed esplorare il quartiere proprio a partire da una domanda semplice e potente rivolta alle persone incontrare per strada: “Cos’è per te, la comunità?.

Da lì sono partiti 15 incontri a cadenza settimanale, da gennaio a maggio, in cui partecipanti di età e provenienze diverse hanno costruito insieme un racconto da restituire ai propri concittadini durante l’evento conclusivo.

Piccoli gesti, grandi semi

A marzo e aprile 2025, il baricentro di BarbaBella 2 è stato Casa AMA: un luogo del quartiere simbolico e concreto insieme, capace di tenere insieme fragilità e possibilità.

Gestita da OASI Onlus, Casa AMA è una realtà di auto mutuo aiuto che, da anni, sostiene persone alle prese con difficoltà legate alla salute mentale — depressione, solitudine, ansia, psicosi, disturbi alimentari o tensioni familiari — accompagnandole nel recupero di autonomia, lavoro, relazioni e dignità. A oggi accoglie e sostiene stabilmente 30–35 cittadine e cittadini, offrendo spazi sicuri e opportunità reali di crescita.

Dentro questo perimetro umano e accogliente hanno preso forma laboratori, incontri e riflessioni. L’obiettivo era chiaro: coinvolgere bambinə, abitanti e realtà locali nella cura e nella valorizzazione del quartiere.

I laboratori creativi per bambinə tra i 6 e gli 11 anni hanno aperto uno sguardo fresco sulle strade, sulle piazze, sui pieni e sui vuoti del rione: ciò che già piaceva, ciò che mancava, ciò che si desiderava cambiare.

È emersa con forza una richiesta di verde e di luoghi sicuri in cui stare insieme e giocare. A quella visione hanno fatto seguito gesti concreti: la pulizia delle aree verdi, la semina di fiori, la creazione di cartelli per invitare al rispetto degli spazi comuni. Piccoli atti, capaci però di spostare lentamente il baricentro dell’attenzione verso un bene condiviso.

Accanto a loro, gli inquilini di Casa AMA hanno lavorato a festoni e decorazioni per abbellire il quartiere in vista della festa finale: un esercizio di creatività condivisa, semplice e potente, che ha intrecciato mani, storie e competenze diverse.

In un altro momento, l’incontro con la Mediateca Digitale della Maremma ha aperto una conversazione sulle possibilità dei linguaggi digitali e artistici nel raccontare e valorizzare la comunità: un confronto utile a immaginare come memoria e futuro possano dialogare, rendendo più visibili le esperienze e più accessibili le narrazioni.

Tutte le attività hanno previsto un coinvolgimento diretto della cittadinanza. Il quartiere non è stato uno sfondo, ma un protagonista: persone, sguardi e abitudini si sono mossi insieme, generando relazioni nuove e un rinnovato senso di appartenenza.

Così, settimana dopo settimana, Casa AMA è rimasta il cuore pulsante di questa seconda edizione: un presidio di prossimità capace di trasformare l’energia dei singoli in un movimento collettivo, visibile, gentile e tenace.

Il percorso creativo in video

In parallelo, sono state realizzate riprese video per raccontare il quartiere e la gente che lo abita a cura di Gomma&Colla Productions. La produzione dei video ha offerto anche l’occasione di ampliare la diffusione del progetto, coinvolgere un pubblico più ampio e stimolare nuove riflessioni sulla costruzione di comunità attraverso l’arte e la partecipazione attiva.

Due giorni per restituire bellezza al quartiere

Il 24 e 25 maggio 2025 il quartiere si è infine acceso di voci, gesti e colori: due giorni di restituzione collettiva che hanno riportato in strada il cammino condiviso dei mesi precedenti.

Laboratori, performance, giochi, arte e parole hanno trasformato le vie in una grande festa a cielo aperto, dove grandi e piccini hanno potuto divertirsi insieme.

Il Ludobus della Maremma, la ludoteca itinerante a cura di BANDUS! – Tana dei Goblin Grosseto, ha messo in moto decine meravigliosi giochi in legno — tradizionali e non — per un divertimento accessibile a tutti e tutte: semplicità, inclusione, zero competizione e tanta condivisione che hanno abbracciato chiunque passasse e avesse voglia di farsi trascinare.

Anche il trekking urbano guidato da Elena Andreini, con partenza e arrivo in via Parini, è stato molto partecipato e piacevole: le sue storie curiose e ricche di dettagli si sono intrecciate con quelle dei/delle partecipanti e con gli aneddoti e i ricordi dei residenti incuriositi, incontrati a ogni tappa del percorso.

Tra le strade di Barbanella, la passeggiata si è così trasformata in una vivace mappa di racconti di vita quotidiana, un andare che ha intrecciato memoria e identità, restituendo al quartiere il piacere di riconoscersi.

Tracce di colore e memoria

Sabato 24 maggio 2025, accanto a Casa AMA, l’artista Silvia Betti ha inaugurato una nuova serranda dipinta: un piccolo giardino murale dove fiori, mani, sguardi raccontano cura, relazioni e possibilità di fioritura.

È un murales che parla a chi passa, invita a rallentare e ad ascoltare; una traccia visiva destinata a restare oltre il progetto, ricordando ogni giorno che l’arte può essere riscatto e rinascita, anche — e soprattutto — in periferia.

Con il calare della sera, la giornata è proseguita con un happy hour e la proiezione di filmati storici provenienti dall’archivio della Mediateca Digitale della Maremma: un viaggio visivo nella memoria collettiva, dove volti e luoghi di Barbanella hanno ritrovato risonanza negli occhi di chi guardava. Nessuna nostalgia: piuttosto un filo tenace tra passato e presente, capace di riaccendere appartenenza.

La Fiera del Pane — rito collettivo in cammino

Domenica 25 maggio 2025 la festa si è accesa con La Fiera del Pane, performance teatrale partecipativa a cura della Compagnia dei Cosi. La prima parte dello spettacolo si è svolta in un piccolo giardino locale e ha poi attraversato le vie come una narrazione itinerante: non un palco, ma un movimento corale in cui attrici e attori si alternavano, cedendosi di volta in volta la parola e il gesto.

Il pubblico ha seguito passo dopo passo, diventando processione e testimone, dentro un racconto che parlava del pane come metafora di cura, fatica, nutrimento, comunità — ciò che nasce dalla terra, passa di mano in mano e ci tiene insieme.

Al termine dello spettacolo, il pubblico è stato invitato a un piccolo rinfresco presso Casa AMA, accompagnato da nuove proiezioni a cura della Mediateca Digitale della Maremma. Un tempo lento per stare insieme, scambiarsi pensieri e sguardi, continuare a coltivare le relazioni nate lungo il cammino del progetto.

Una promessa mantenuta

BarbaBella 2 non è stato un semplice progetto di animazione culturale: è stato un percorso di costruzione comunitaria fondato su fiducia, bellezza condivisa e ascolto reciproco. Il coinvolgimento è stato trasversale — bambinə, adolescenti, adulti, anziani, persone fragili — e le attività hanno intrecciato arte e cittadinanza attiva, memoria e immaginazione, creatività e responsabilità ambientale.

Così, angoli dimenticati sono diventati spazi curati, relazioni sporadiche si sono fatte alleanze creative, sguardi disillusi hanno ritrovato possibilità.

A Barbanella abbiamo visto che l’arte può essere riscatto, il teatro un atto di fiducia e il gioco un linguaggio comune; soprattutto, abbiamo toccato con mano la forza delle relazioni.

E mentre gli abitanti del quartiere chiedono già di partecipare alla prossima edizione, capiamo che oggi BarbaBella è un linguaggio riconoscibile: una promessa che continua e aspira a essere mantenuta a lungo.

BarbaBella 2 è un progetto di CLAN APS, realizzato con Fondazione CR Firenze, il patrocinio del Comune di Grosseto, in collaborazione con Acquedotto del Fiora, OASI Onlus, La Compagnia dei Cosi, Kansassiti APS e MDM-Mediateca Digitale della Maremma. Si ringrazia Conad Grosseto per la sponsorizzazione dell’evento.

Testo: Carlotta Tilli

Segui Mara Pezzopane:

Ultimi messaggi