La FotoCosa del Giorno | Il paradiso degli ubriachi

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Colletti bianchi al limite

Il fine settimana è appena passato, e come ogni fine settimana diverse persone si sono ubriacate raggiungendo risultati più o meno disastrosi. Una cosa è certa: sicuramente se ne saranno viste di belle anche in Giappone, dove questa pratica è particolarmente radicata tra alcuni esponenti dei cosiddetti “colletti bianchi”.

Questi impiegati, dopo una settimana intera di lavoro durissimo, vedono bene di andare a bere, oltrepassando però ogni limite dettato del buon senso e finendo per addormentarsi per strada. Tra l’altro esiste anche una parola giapponese che indica proprio il fatto di “bere troppo e addormentarsi in strada”: nomisugi.

Tutte le foto in questo articolo sono di Kenji Kawamoto

Yopparai Tengoku

Il fotografo giapponese Kenji Kawamoto ha visto bene di iniziare a documentare i risultati di questa funesta abitudine presente nel suo paese con il progetto “Yopparai Tengoku”, letteralmente “Il paradiso degli ubriaconi

Le mie fotografie sono un resoconto delle persone che hanno raggiunto questo limite e hanno esaurito la loro forza dopo la routine quotidiana. Ognuno ha una storia diversa, ma tutti vivono a un ritmo frenetico. Le persone bevono con gli amici come ricompensa per la dura giornata di lavoro e per prepararsi alla prossima, proprio come farebbero gli antichi guerrieri – Molte persone lottano in situazioni così difficili.

Dice anche: “Ho scattato queste foto con un vero sentimento di rispetto per le persone raffigurate. Non credo che lo stato in cui si trovano i miei soggetti sia in qualche modo squallido. Sento che hanno sperimentato difficoltà e estrema stanchezza per finire in questo modo.

Questa abitudine è così radicata che alcuni anni fa una catena di locali notturni di Tokyo ha commissionato una campagna pubblicitaria per scoraggiarla. La grande azienda pubblicitaria “Ogilvy & Mather” ha così realizzato un video che mostra squadre di volontari che mettono attorno alle persone addormentate per strada dei nastri bianchi che le mettano in evidenza, invitando poi le persone a fotografare gli sventurati condividendo poi le foto sul web proprio con l’hashtag #nomisugi.

E certo non vorrei essere nei loro panni nel vedere la propria foto pubblicata sui social network in certe condizioni. Tra l’altro già prima della pubblicità foto di questo genere erano presenti su internet su siti specializzati come “I love salary man in Tokio” che ha tutt’ora un sito web ed è anche attivo su Instagram e Facebook.

A loro (parziale) discolpa si potrebbe tirare in ballo il fatto che gli asiatici tollerino l’alcol molto meno di altre etnie. Ciò è dovuto ad una minore presenza nel fegato di alcol-deidrogenasi, un enzima che ha il compito di demolire, e quindi neutralizzare, le molecole di alcol etilico.

Alla salute!

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Fotografo e videomaker

Fotografo e videomaker, dal 2012 è contributor per Getty Images per le foto di viaggio. Oltre a realizzare servizi foto e video, ha organizzato corsi di fotografia anche in collaborazione con università italiane.