La FotoCosa del Giorno | Con la Morte negli Occhi

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L’ultima esecuzione capitale in Francia avvenne solo il 10 settembre del 1977, quando il criminale Hamida Djandoubi fu ghigliottinato per l’assassinio di una ragazza.

La Pena di Morte nel Mondo

Oggi la pena capitale è prevista dall’ordinamento di 76 stati al mondo. Una minoranza, rispetto ai circa 200 totali, ma resta pur sempre un numero significativo.
I reati che la contemplano variano – ovviamente – a seconda dei paesi, spaziando da omicidio e alto tradimento (come negli Sati Uniti), fino ad arrivare a crimini di opinione o legati a condotte sessuali considerate immorali.

Per i suoi sostenitori i principali vantaggi sono l’ovvia eliminazione di ogni possibilità di recidiva e la deterrenza costituita dall’esemplarità della punizione.
Il dibattito sul tema è vivace e variegato, ma la semplice possibilità (tutt’altro che remota) di condannare per errore un innocente dovrebbe farci chiudere la questione una volta per tutte, senza andare a scomodare principi che oggi, ahimé, sembrano tutt’altro che condivisi, persino nella società occidentale.

Nel Gran Ducato di Toscana evidentemente avevano ben chiaro il concetto, tanto che la abolirono già nel 1786. La neonata Italia invece la cancellerà dal codice penale nel 1889, ma si dovrà attendere addirittura il 1994 per la sua completa abolizione anche dal codice penale militare.

Ebrahim Noroozi Racconta lo Spettacolo della Morte

L’Iran è uno dei paesi che ancora mantiene la pena di morte nel proprio ordinamento e non di rado l’esecuzione delle sentenze avviene in piazza sotto gli occhi di uomini, donne e bambini.
Il fotografo di AP Ebrahim Noroozi – che lavora a Theran da sempre – nel 2011 ha realizzato un progetto proprio sul tema delle esecuzioni pubbliche e nel gennaio di quest’anno Amuse (una testata legata a Vice) ha riproposto il lavoro di Noroozi all’interno dell’iniziativa Snapshots of Iran.

Nell’articolo (che trovate qua in versione integrale), Noroozi racconta la ragione che lo ha spinto a realizzare la serie Hanging in Iran, premiata nell’edizione 2012 del World Press Photo:

Ho fotografato folle diverse in luoghi diversi.
A volte farlo è stato facile, altre no. A volte mi è stato detto di andarmene.
Le esecuzioni pubbliche qui sono previste dalla legge, perciò non avevo bisogno di documentare questo fatto. Quello che mi interessavara era la folla […] uomini e donne di classi sociali ed età diverse che si ritrovano la mattina presto solo per assistere alle esecuzioni.
[…] Erano così eccitati – non in senso positivo, ma letterale – erano in uno stato di trance. Non erano in questo mondo, erano da qualche altra parte. A volte qualcuno si è sentito male. Altre volte qualcuno ha tirato fuori il telefono per filmare lo spettacolo […]
È stata un’esperienza terribile e dolorosa.
Assistere alla morte di un essere vivente è sempre un evento terribile, soprattutto se quell’essere vivente è un essere umano.
Anche se accade da secoli, è un evento così anormale e insolito da vedere che colpisce il cuore della natura umana – ti sciocca, ti ​​consuma.

Ebrahim Noroozi

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Fotografo

Dal 2009 si divide tra fotografia di matrimonio e documentaria. Come documentarista ha pubblicato su National Geographic Italia, L'Espresso e riviste minori. Come matrimonialista ha avuto l’opportunità di lavorare in Italia, Francia, Germania, Inghilterra, Svizzera e Bermuda. http://www.francescorossifotografo.it/