La FotoCosa del Giorno | Izis Bidermanas

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Sabato scorso ricorreva il quarantesimo anniversario della morte di Israëlis Bidermanas, meglio noto come Izis.

Nato in Lituania nel 1911, da genitori di fede ebraica, lascia gli studi ad appena 13 anni per dedicarsi alla fotografia, diventando apprendista in uno studio della sua città.
Quando ritenne di aver imparato abbastanza, abbandonò lo studio che lo aveva accolto e trascorse tre anni girovagando per il paese, approdando poi, appena diciannovenne, in Francia a Parigi.

Non aveva né soldi né passaporto e non era in grado di spicciacare neppure mezza parola di francese.
La Parigi degli anni trenta non sarà affatto clemente con Izis, imponendogli una vita di stenti e costringendolo a lavorare come assistente fotografo per poco più di un tozzo di pane.

La svolta arriverà solo otto anni dopo, nel 1938, quando Izis inizia a lavorare per lo studio di Rebkine. Qui si innamora e sposa la figlia del titolare. Nello stesso anno diventa padre di Manuel, ma la guerra è ormai alle porte.

Allo scoppiare del conflitto la sua famiglia d’origine, in Lituania, viene massacrata dai nazisti, addirittura suo fratello David viene bruciato vivo assieme a moglie e figli.
Quando Izis scopre che lo sterminio dei suoi familiari è stato reso possibile dalla denuncia di collaborazionisti lituani, giura a se stesso che non metterà mai più piede nella sua terra.

Nel 1944 il fronte occidentale cade sotto l’offensiva angloamericana e Izis, che per sfuggire agli occupanti tedeschi si era rifugiato con la famiglia ad Ambazac, un villaggio a 400 km da Parigi, raggiunge la resistenza francese e fotografa i partigiani trionfanti, che finalmente possono uscire dalla clandestinità. Questo lavoro lo rende celebre e da quel momento in poi la sua carriera sarà tutta in discesa.

Finita la guerra torna a Parigi, dove inizia a collaborare stabilmente con il periodico Paris Match, per il quale realizzerà ritratti di artisti ed intellettuali, ma Izis diventerà famoso soprattutto come street photographer.

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Fotografo

Dal 2009 si divide tra fotografia di matrimonio e documentaria. Come documentarista ha pubblicato su National Geographic Italia, L'Espresso e riviste minori. Come matrimonialista ha avuto l’opportunità di lavorare in Italia, Francia, Germania, Inghilterra, Svizzera e Bermuda. http://www.francescorossifotografo.it/