La FotoCosa del Giorno | Killed by Roses

FotoCose | la FotoCosa del giorno

18 marzo 1933 | Nasce Eikoh Hosoe

Ossessione erotica, irrazionalità, morte. La FotoCosa di oggi non ha un lieto fine.

Siamo in Giappone, subito dopo la seconda guerra mondiale e il fotografo Toshihio Hosoe, per simboleggiare la nascita di una “nuova” nazione, decide di cambiare il suo nome in Eikoh Hosoe.

Il fotografo e regista Eikoh Hosoe

Invece di concentrarsi sulla distruzione e sui paesaggi devastati, sembra che gli effetti devastanti della bomba atomica lo abbiano spinto alla ricerca di autenticità nel corpo umano e nel cuore. Considerando la fotografia come uno specchio o una finestra sull’anima, il suo lavoro d’avanguardia mirava a rompere i confini culturali tradizionali giapponesi dall’interno del corpo stesso, andando anche oltre l’abito più intimo, oltre la pelle stessa.

Il suo è un compito arduo, soprattutto considerando la tendenza particolarmente conservatrice della società giapponese e la sua attenzione alla formalità, anche nei contesti più personali. La lotta di Hosoe è quella di esporre l’umanità stessa.

Danzando attraverso l’obiettivo

Tra i collaboratori più importanti di Hosoe vi sono i ballerini Tatsumi Hijikata e Kazuo Ohno, considerati i massimi esponenti della danza Butoh.

Le sue fotografie di Hijikata sono basate su un racconto folcloristico giapponese che ha per protagonista un essere soprannaturale (il Kamaitachi, un demone simile a una donnola) che vagava per le campagne dell’infanzia di Hosoe nel nord del Giappone, perseguitando i campi di riso e tagliando la gente con una falce.

Il lavoro finale è stato il risultato delle interazioni spontanee di Hijikata con il paesaggio e le persone che ha incontrato, costituendo così un’interessante combinazione tra esibizione dal vivo e fotografia.

Il risultato di queste sessioni, che assumono il significato di un’allegoria taoista, è stato recentemente pubblicato con il nome di “The Butterfly Dream“, come omaggio e celebrazione per il centesimo compleanno di Ohno.

Killed by roses

Nel 1961, dopo aver visto le fotografie di Hosoe di Tatsumi Hijikata, il famoso scrittore Yukio Mishima decise di voler diventare “soggetto” di Hosoe, seguendo la sua volontà e direzione per la pubblicazione di un libro. Nel fotografare lo scrittore, l’obiettivo principale di Hosoe era quello di distruggere il mito che circondava la sua persona, creando così un nuovo Mishima.

Le immagini sono scattate ed ambientate nella casa di Mishima a Tokyio: oscure, erotiche e centrate sul corpo maschile, il progetto prende il nome di “Ba-ra-kei” (letteralmente “punizione delle rose”), meglio conosciuto col titolo inglese di Killed by Roses.

Un nome che dopo pochi anni è destinato a cambiare, alla luce del destino di Mishima, ad oggi lo scrittore giapponese più tradotto al mondo, personaggio ritenuto da molti controverso a causa del mix tra la sua astratta apoliticità, l’acceso nazionalismo, la sua bisessualità.

Mishima infatti, ossessionato da sempre dall’idea della morte, decide di unire il suo disagio esistenziale al suo ideale tradizionalista e patriottico.

Il 25 novembre del 1970, insieme ad altre 4 persone, occupa l’ufficio del generale Mashita dell’esercito di autodifesa. Affacciatosi al balcone tiene il suo ultimo discorso:

«Dobbiamo morire per restituire al Giappone il suo vero volto! È bene avere così cara la vita da lasciare morire lo spirito? Che esercito è mai questo che non ha valori più nobili della vita? Ora testimonieremo l’esistenza di un valore superiore all’attaccamento alla vita. Questo valore non è la libertà! Non è la democrazia! È il Giappone! È il Giappone, il Paese della storia e delle tradizioni che amiamo

Al termine del discorso, rientra nell’ufficio, e dopo aver inneggiato all’Imperatore, si toglie la vita tramite seppuku, il suicidio rituale dei samurai, trafiggendosi il ventre e facendosi poi decapitare.

Hosoe cambia quindi il titolo del suo vecchio progetto in “Ordeal by Roses“, che diventa così un requiem per il suo amico Mishima.

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Fotografo e videomaker

Fotografo e videomaker, dal 2012 è contributor per Getty Images per le foto di viaggio. Oltre a realizzare servizi foto e video, ha organizzato corsi di fotografia anche in collaborazione con università italiane.