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La Notte delle Stelle Cadenti

Quella del 10 agosto è considerata la notte delle stelle cadenti, ma in realtà il periodo in cui si può godere del fenomeno è assai variabile e, tendenzialmente, si estende dalla fine di luglio al 20 agosto. Infatti, ogni anno in questi giorni il nostro pianeta si trova ad attraversare uno sciame di meteore chiamate Perseidi, originatosi dal passaggio della cometa Swift-Tuttle, che periodicamente incrocia la nostra orbita.

La Cometa Swift-Tuttle Tornerà nel 2026

La sua ultima visita è avvenuta nel 1992 e la prossima sarà il 12 luglio del 2026. Il suo precedente passaggio destò però qualche preoccupazione tra gli astronomi, essendosi verificato con alcuni giorni di ritardo rispetto al previsto.
Al tempo si calcolò che, se al prossimo giro la cometa dovesse accumulare un ritardo analogo, ci sarebbe un’alta probabbilità d’impatto con il nostro pianeta o con la Luna.

Ma tranquillizzatevi subito, calcoli più accurati hanno determinato che, almeno per questo millennio, non dovrebbero esserci problemi.
In ogni caso, se proprio non vi fidate degli astronomi, stasera potrete andare a caccia di stelle cadenti ed esprimere il desiderio che la cometa non ci colpisca nei prossimi anni (e magari approfittare per fare qualche fotografia seguendo i nostri consigli).

Quindi, ricapitolando, le stelle cadenti che possiamo osservare nelle notti di agosto sono in realtà pezzettini di Swift-Tuttle che si incendiano incontrando la nostra atmosfera. Quello delle Perseidi, non è il solo sciame meteorico che la terrà incontra nel suo cammino attorno al Sole, ma è di gran lunga il più rilevante, basti pensare che, nel momento di massima intensità (di solito attorno al 12 agosto), si possono osservare ad occhio nudo un centinaio di scie luminose all’ora.
Un’ottima notizia se temete un impatto con Swift-Tattle, perché, se sarete abbastanza concentrati, ogni ora potrete esprimere cento volte il desiderio che la cometa non ci colpisca nel prossimo futuro.
Questo di sicuro porterà le probabilità di una collisione a livelli prossimi allo zero.

La Prima Foto di un Oggetto Astronomico

Ma bando alle ciance, questa è una rubrica di fotografia e per celebrare le Perseidi oggi parleremo di astrofotografia.

La prima fotografia di un oggetto astronomico fu scattata nel 1840 da John W. Draper e ritraeva la Luna.
Draper trascorse l’inverno tra il 1839 ed il 1840 nel suo osservatorio sul tetto della New York University, cercando di realizzare un dagherrotipo della Luna, ma come fu per Daguerre prima di lui, le sue immagini uscivano sottoesposte o, nel migliore dei casi, assomigliavano a macchie di luce sfocate su uno sfondo torbido.
Riuscì finalmente nell’intento nella primavera del 1840 con un’esposizione di circa 20 minuti ed un telescopio fatto a mano attaccato ad una scatola di legno che conteneva una lastra spalmata con sostanze chimiche volatili e poi sviluppata con un procedimento che prevedeva l’uso di composti tossici.
Un’impresa eroica, benché il risultato (qui sotto) possa non sembrare esaltante.

Solo verso la fine del 1800 la tecnologia divenne abbastanza avanzata da consentire foto dettagliate dei corpi celesti, che rivoluzionarono la ricerca astronomica, perché, incrementando il tempo di esposizione, la pellicola riusciva a registrare stelle molto fioche ed altri oggetti invisibili ad occhio nudo.

Al giorno d’oggi con qualsiasi macchina fotografica ed un minimo di competenza, si possono ottenere risultati migliori di quelli di Draper.

Full Moon Silhouettes di Mark Gee

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Fotografo

Dal 2009 si divide tra fotografia di matrimonio e documentaria. Come documentarista ha pubblicato su National Geographic Italia, L'Espresso e riviste minori. Come matrimonialista ha avuto l’opportunità di lavorare in Italia, Francia, Germania, Inghilterra, Svizzera e Bermuda. http://www.francescorossifotografo.it/