La FotoCosa del Giorno | Family Love

FotoCose | la FotoCosa del giorno

Ogni FotoCosa del Giorno che si rispetti nasce da una rapida consultazione delle pagine delle ricorrenze di Wikipedia. Col ditino scorriamo tutti gli avvenimenti del giorno e quando siamo particolarmente fortunati becchiamo l’anniversario della nascita o della morte di un fotografo, ma molto più spesso ci tocca collegare un lavoro fotografico che conosciamo alla ricorrenza di un evento storico, perciò non è sempre facilissimo trovare una storia di fotografia da raccontare ogni giorno.

Oggi però la scelta è stata un po’ più facile del solito. Scorrendo la sezione delle ricorrenze civili, che spesso regala delle perle inaspettate, ho scoperto che il 7 di Aprile, in Armenia, ricorre la Giornata dell Mamma e della Bellezza.

Le parole mamma e bellezza mi hanno portato alla mente in 0,1 secondi netti un progetto di Darcy Padilla: Family Love, un lavoro monumentale iniziato nel 1993 e durato ben 18 anni. Family Love è la storia intensa, straziante e tragicamente bella di Julie, una giovane madre tossicodipendente e sieropositiva.

Family Love di Darcy Padilla

Ho incontrato Julie la prima volta il 28 gennaio 1993. Julie, 19 anni, si trovava nell’atrio dell’Hotel Ambassador. Era a piedi nudi, la cerniera dei pantaloni aperta e un neonato di 8 giorni tra le braccia. Ha vissuto nel distretto SRO di San Francisco, un quartiere di mense e stanze a basso costo. La sua camera era piena di pile di vestiti, posaceneri strapieni e rifiuti. Viveva con Jack, il padre della sua prima figlia Rachael, la persona che le ha trasmesso l’HIV. Mesi dopo lo lasciò per poter smettere di drogarsi.

Il primo ricordo che Julie ha di sua madre è, a sei anni, ubriacarsi con lei e subire poi abusi sessuali dal patrigno. Julie è scappata di casa a 14 anni ed è diventata tossicodipendente a 15. Ha vissuto per le strade, nei luoghi del crack e ha dormito con talmente tanti uomini indecenti e più anziani di lei che ne ha perso il conto.

Per 18 anni ho fotografato la complessa storia di Julie, delle sue molteplici case, l’AIDS, le droghe, le relazioni, la povertà, le nascite, le morti, le perdite e i ri-incontri, seguendo Julie dalle strade di San Francisco ai boschi dell’Alaska”.

Questa storia è il racconto attento dei problemi che pesano sulla società americana.

Darcy Padilla, autrice di Family Love

All’epoca del loro primo incontro, Darcy, la fotografa, aveva 26 anni e stava realizzando un lavoro su medici e assistenti sociali che si occupavano di persone sieropositive che non potevano permettersi alcun trattamento.

Oltre la Fotografia

Quell’incontro tra Darcy e Julie rivoluzionerà le esistenze di entrambe. Per 18 anni la fotografa è stata parte della vita della giovane donna, una vita caratterizzata da alti e bassi estremi.
Darcy avrebbe potuto trasformarlo in una tragica storia di povertà, droga, sofferenza e violenza, incentrata sull’incapacità di un’aliena di conformarsi alla società. Non lo fa, perchè quella di Julie è anche una storia di amicizia, fiducia, amore e speranza.

L’impegno di Darcy va ben oltre la fotografia. In questi anni si è occupata ripetutamente di Julie, tenendosi in contatto con lei, l’ha aiutata con le autorità, ha pagato le sue bollette. Si è messa in contatto con i suoi amici, aiutandola a trovare il padre biologico e organizzando un incontro con Zach, uno dei figli che Julie è stata costretta ad affidare ai servizi sociali.
Alla morte di Julie, nel 2010, Darcy continuerà a sostenere la figlia più piccola, che ora vive sicura con la famiglia del fidanzato.

Ogni volta che Julie raggiungeva un periodo si stabilità accadeva qualcosa che rimetteva tutto in discussione. Voleva assolutamente evitare di fare gli stessi errori che i suoi genitori avevano commesso nei suoi confronti, ma non era in grado di sconfiggere la sua tossicodipendenza e aveva decisamente poca fortuna con gli uomini.

La sua era un’esistenza nomade complicata dalla povertà. Dà alla luce sei bambini, cinque dei quali sono stati portati via dai servizi sociali. E’ stata incriminata per rapimento, perché ha nascosto uno dei suoi figli alle autorità.
Quando lasciò San Francisco per trasferirsi in Alaska conobbe un breve periodo di normalità, ma la malattia implacabile presentò presto il conto. Morì pelle e ossa sotto gli occhi del suo compagno Jason, del loro bambino e di Darcy, fotografa e amica.

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Fotografo

Dal 2009 si divide tra fotografia di matrimonio e documentaria. Come documentarista ha pubblicato su National Geographic Italia, L'Espresso e riviste minori. Come matrimonialista ha avuto l’opportunità di lavorare in Italia, Francia, Germania, Inghilterra, Svizzera e Bermuda. http://www.francescorossifotografo.it/