La FotoCosa del Giorno | Helmut Newton: oltre la provocazione

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Helmut Newton, un fotografo che divide

Il 23 gennaio 2004 una Cadillac si schianta sul celebre Sunset Boulevard di Los Angeles. Il suo guidatore era Helmut Newton, un fotografo dalla fama controversa che ancora oggi divide il pubblico, un personaggio che ha fatto della provocazione il suo marchio di fabbrica.

Di lui abbiamo già parlato nella nostra FotoCosa sulle Polaroid, tecnica che lui utilizzava soprattutto per provare i suoi scatti.

Accusato di misoginia, razzismo e quant’altro, sembrava sguazzare in questo clima di accuse, non a caso diceva che “bisogna essere sempre all’altezza della propria cattiva reputazione”, reputazione che non si fece problemi ad alimentare durante la sua carriera.

Per fare un esempio, quando uscì il suo primo libro “White Women”, nel 1947, fu accusato di razzismo, iniziando innanzitutto dal titolo. Lui non si lasciò scappare l’occasione, gettando benzina sul fuoco con la sua replica: “Ma quale razzismo, è un bellissimo titolo, tantopiù che non c’è neanche una donna nera in tutto il volume“.

La fama di Newton scoppiò alla fine degli anni ’60, quando iniziò ad introdurre nella fotografia di moda elementi di sado-masochismo, voyeurismo e omosessualità.

Sebbene nella sua produzione si contino anche foto di moda più “standard”, e numerosi ritratti di persone famose, la sua fama è indissolubilmente legata alle rappresentazioni di donne algide, alte e muscolose, in pose provocanti, che danno vita a immagini cariche di tensione erotica.

Oltre il nudo

Non si privò di provocare nemmeno al di fuori del campo del nudo e della moda. Newton era ebreo (per questo al tempo era anche fuggito in Australia) e non si lasciò scappare l’occasione di suscitare nuovamente scalpore con il sui ritratto di Le Pen, ispirato ad una vecchia foto di Hitler.

In seguito Helmut ricorderà: “Mi piace fotografare le persone che amo, le persone che ammiro, le famose e soprattutto le famigerate“.

Vanity Fair gli commissionò un ritratto di Margaret Thatcher e su di lei Newton scrisse nella sua autobiografia: “Mi ha sempre affascinato. Era una donna forte e potente, e mentre diventava sempre più di successo e più potente, mi sembrò persino diventare più sexy […]”. Prima di incontrarla per scattarle il ritratto Newton corse a comprare tutte le rose presenti in un vicino negozio di fiori, rimanendo in tensione ogni volta che si apriva la porta, dove lui era in attesa di “affrontare la mia dea […] Sudavo per l’eccitazione e il nervosismo“.

Purtroppo ricorda anche che la Tatcher “odiava la foto e me lo ha ricordato in ogni incontro che abbiamo avuto in seguito. Io adoravo la foto: sembrava uno squalo, aveva la testa dritta sulle spalle e non sorrideva“.

Consigli per la Tua Biblioteca Fotografica

Helmut Newton. Work.
Un libro economico (grazie Taschen) che offre una delle panoramiche più complete dell’opera di Newton.

Helmut Newton. Autobiografia. Ediz. illustrata
L’autobiografia di Newton, illustrata con le foto della sua collezione privata.

Newton Polaroids
Una raccolta delle Polaroid scattate da Newton, che lui utilizzava anche per provare i propri scatti.

Portraits. Helmut Newton.
I ritratti di celebrità e non solo, ovviamente nello stile di Helmut Newton.

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Fotografo e videomaker, dal 2012 è contributor per Getty Images per le foto di viaggio. Oltre a realizzare servizi foto e video, ha organizzato corsi di fotografia anche in collaborazione con università italiane.