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L’indipendenza del Kazakistan | 16 Dicembre 1991

Il 16 Dicembre 1991, ventotto anni fa, il Kazakistan si dichiara indipendente dall’Unione Sovietica. La dichiarazione d’indipendenza del Kazakistan è solo uno degli ultimi atti di un processo iniziato circa sei anni prima con l’elezione di Michail Gorbačëv come segretario generale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica. Quest’ultimo diede il via ad una serie di politiche che ebbero il merito di avviare il processo che condusse alla fine della guerra fredda, ma ebbero anche l’effetto collaterare di far emergere le fragilità dello stato sovietico.

La Dissoluzione dell’Unione Sovietica

I paesi baltici dell’unione furono i primi ad entrare in fibrillazione nel 1988, spingendo per l’indipendenza, e presto il contagio si estese ad altri stati.
Nello stesso anno Gorbačëv intraprese una serie di riforme costituzionali che separarono il partito dallo stato e promulgò una nuova legge elettorale.

Nel 1990, tutte e 15 le repubbliche che costituivano l’URSS, tennero per la prima volta libere elezioni ed il Partito Comunista venne sconfitto in molti stati a favore di movimenti riformatori e nazionalisti. Ha inizio così la reazione a catena che porterà alla dissoluzione dell’Unione Sovietica e si risolverà con la nascita di 15 nuovi stati ufficialmente riconosciuti dalla comunità internazionale. Ma le disparità economiche, le tensioni politiche ed etniche e le aspirazioni nazionalistiche hanno favorito un’ulteriore polverizzazione che ha generato una costellazione di staterelli non riconosciuti e meno noti.

Satellites del Fotografo Jonas Bendiksen

Nella prima metà degli anni duemila il fotografo norvegese Jonas Bendiksen intraprende un viaggio attraverso gli stati non riconosciuti e le altre comunità isolate che si trovano a cavallo dei confini meridionali dell’ex Unione Sovietica. Nasce Satellites.

In una lunga intervista rilasciata a Bruno Bayley di Vice Bendiksen descrive così Satellites:

Il libro [Satellites] racconta di un viaggio ai limiti dell’ex Unione Sovietica. Mi sono fermato in tutti quei luoghi di cui potresti mettere in dubbio l’esistenza, almeno sulla carta. Mi riferisco a repubbliche indipendenti come la Transnistria e l’Abcasia, che effettivamente esistono—dal momento che hanno confini e governi—ma che non godono di riconoscimento ufficiale. Si potrebbe dire che siano i classici conti in sospeso di un divorzio: il divorzio dall’Unione Sovietica. È diventato un viaggio, per me. 

RUSSIA. Altai. 2000. Gli abitanti del villaggio raccolgono rottami da un veicolo spaziale schiantato, circondato da migliaia di farfalle bianche. Gli ambientalisti temono per il futuro della regione a causa del carburante tossico per razzi.
UZBEKISTAN. Valle di Ferghana. 2002. Macello halal.
MOLDOVA. Transnistria. 2004. I corvi circondano una statua di Lenin di fronte al palazzo supremo sovietico. La Transnistria è per molti versi uno degli ultimi bastioni della nostalgia comunista nell’ex Unione Sovietica.
MOLDOVA. Transnistria. 2004. Vladimir LENIN e Karl MARX appesi al muro di “Red Heat”, una bettola nella capitale Tiraspol. Una visita i non Transistrian assomiglia ad un viaggio nel tempo nell’Unione Sovietica di Breznev.
GEORGIA. Abkhazia. Sukhum. 2005. La gente del posto e i turisti russi sono attratti dalle calde acque del Mar Nero. Questo paese non riconosciuto, su un tratto lussureggiante della costa del Mar Nero, ha ottenuto la sua indipendenza dall’ex repubblica sovietica della Georgia dopo una feroce guerra nel 1993.
GEORGIA. Abkhazia. Gagra. 2005. Una turista russa in un resort dell’era sovietica “Pensionat Energetik”, sulla costa di Gagra.
GEORGIA. Abkhazia. 2005. Grazie alla sua posizione sul Mar Nero, l’Abkhazia sta cercando di attirare i turisti russi. Qui, in una fermata lungo il percorso del bus turistico, un uomo chiede ai turisti di 10 rubli per fotografare il suo orso.

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Dal 2009 si divide tra fotografia di matrimonio e documentaria. Come documentarista ha pubblicato su National Geographic Italia, L'Espresso e riviste minori. Come matrimonialista ha avuto l’opportunità di lavorare in Italia, Francia, Germania, Inghilterra, Svizzera e Bermuda. http://www.francescorossifotografo.it/