La FotoCosa del Giorno | Fotografia e Diritti Umani

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La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani | 10 Dicembre 1948

Il 10 Dicembre del 1948, settantuno anni fa, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ratificava la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani con 48 voti favorevoli su 58, nessun voto contrario e 10 astenuti.

Da allora le Nazioni Unite cercano di estendere la sua applicazione a tutti i paesi membri, ma la dichiarazione non è universalmente ritenuta vincolante.

I Diritti Umani nel Dibattito Pubblico

In un mondo sempre più interdipendente, e nel bel mezzo di una rivoluzione tecnologica che avrà un impatto totale sulla società, il dibattito su diritti e libertà individuali deve rimanere vivo anche negli stati in cui vengono garantiti, o quantomeno non sono violati in modo macroscopico e sitematico.

Le società sono sistemi vivi, liquidi e dinamici ed ogni nuova generazione rischia di dare per scontato quello che è stato ottenuto dalle precedenti o di non riconoscere nuovi modi per violare “vecchi” diritti.

Fotografia e Diritti Umani

In tutto questo la fotografia ha un ruolo fondamentale, può portare il dibattito pubblico su determinati temi e di conseguenza condizionare la condotta di stati e aziende, perché l’impatto emotivo di un’immagine è indiscutibile e universale: una foto sta lì, ferma, si lascia guardare per tutto il tempo che vuoi, annullando le distanze (spaziali, temporali, sociali e culturali) sbattendoti in faccia un messaggio scritto in una lingua che tutti sono in grado di comprendere.

Un esempio recente è la foto del piccolo Aylan, che, comunque la si pensi, ha imposto l’agenda del dibattito pubblico dei mesi successivi, che a sua volta ha indotto l’azione di governi nazionali ed Unione Europea.
Gli esiti della vicenda possono piacere o meno, ma è un fatto che quell’immagine abbia contribuito a determinarli.

Le foto parlano allo stomaco e nell’immediato hanno il merito di innescare una riflessione. Sul lungo periodo, invece, rendono indelebile un evento, diventano simboli e disegnano i tratti della memoria collettiva di una generazione o di una società.

Elliot Erwitt, North Carolina 1950
Jeff Widener, Piazza Tienanmen 1989
James Nachtwey, Genocidio in Ruanda 1994
Oded Balilty, Cisgiordania 2006
Armineh Johannes, Armenia 1990
Nick Ut, Vietnam 1972
Malcolm Browne, Saigon 1963
Peter Leibing, Berlino 1961
Jonathan Bachman, Baton Rouge 2016

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Fotografo

Dal 2009 si divide tra fotografia di matrimonio e documentaria. Come documentarista ha pubblicato su National Geographic Italia, L'Espresso e riviste minori. Come matrimonialista ha avuto l’opportunità di lavorare in Italia, Francia, Germania, Inghilterra, Svizzera e Bermuda. http://www.francescorossifotografo.it/