La FotoCosa del Giorno | Francisco Boix, il Fotografo di Mauthausen

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19 Febbraio 1986 | Il Senato USA Dichiara Illegale il Genocidio

Il 19 Febbraio del 1986 il senato Americano approva un trattato che dichiara illegale il genocidio. La decisione arriva quasi 38 anni dopo la ratifica della risoluzione 260 A (III) delle Nazioni Unite, la cosidetta Genocide Convention.

La parola Genocidio viene coniata dal giurista polacco Raphael Lemkin nel 1944 per dare un nome all’Olocausto e a tutti i fenomeni di persecuzione e distruzione di gruppi nazionali, razziali, religiosi e culturali. Un anno dopo il termine verrà usato nel Processo di Norimberga contro i criminali di guerra nazisti:

[Gli imputati] conducono un deliberato e sistematico genocidio, vale a dire lo sterminio di gruppi razziali e nazionali, contro le popolazioni civili di determinati territori occupati al fine di distruggere particolari razze e classi di persone e gruppi nazionali, razziali o religiosi, in particolare ebrei, polacchi e zingari e altri.

Indictment, Count Three, War Crimes, lett. a)

Il Fotografo di Mauthausen

Francisco Boix, fotoreporter spagnolo e partigiano comunista, nel 1938 si oppone alle truppe franchiste combattendo nell’esercito della República Española.
Un anno dopo, al termine della guerra civile, la feroce repressione del regime costringe i repubblicani sconfitti a rifugiarsi in Francia, dove Francisco si unisce alla Compagnie de travailleurs étrangers, una compagnia di lavoratori stranieri ausiliaria dell’esercito francese.
Dopo l’occupazione nazista viene catturato dai tedeschi e internato nel campo di concentramento di Mauthausen, dove gli viene cucito sul petto il triangolo blu che identifica i prigionieri politici spagnoli.

Mauthausen è un lager che sorge vicino ad una cava di granito ed è l’unico campo nazista a guadagnarsi il livello 3 nella classifica di Heydrich, categoria che designa le strutture destinate alla punizione e all’annientamento attraverso il lavoro dei detenuti considerati irrecuperabili.
Infatti, benché fosse dotato di due piccole camere a gas, qui lo sterminio dei prigionieri viene pepetrato attraverso la consunzione per denutrizione e stenti, agevolata dal lavoro forzato nella vicina cava.

Il maggiore Franz Ziereis è colui che fa il bello ed il cattivo tempo a Mauthausen nel periodo in cui Francisco Boix viene deportato. Ziereis si premura che le sue SS siano particolarmente spietate, impartendo direttive ben più dure di quelle ufficiali: incita alla tortura e talvolta sevizia lui stesso i prigionieri.
Per assicurarsi la condotta che si aspetta dalla sua guarnigione, incentiva con medaglie e licenze i comportamenti più disumani e punisce con il trasferimento al fronte quelli che non si adeguano allo spirito del campo.

Francisco in un primo momento viene assegnato al lavoro nella cava, ma, grazie ai suoi trascorsi come fotografo, ben presto passa al servizio di identificazione, dove si occupa di fotografare i prigionieri in arrivo al campo.

Il suo diretto responsabile è il fanatico nazista Paul Ricken, che gli affida una Leica con la quale fotografare le attività del campo.
Svolgendo le sue nuove mansioni Francisco scopre che, oltre alle foto destinate a propagandare Mauthausen come un normale campo di lavoro, realizzate con l’impiego di finti prigionieri, esiste un ampio archivio di immagini che documentano le atrocità commesse nel lager. Non solo, il suo responsabile Ricken spesso lo vuole al suo fianco per scattare foto dei detenuti uccisi dalle SS.

Qualcuno aveva contato ben 35 modi di morire a Mauthausen. Io avevo finito per conoscerli tutti alla perfezione

Francisco Boix

Avendo accesso agli archivi e alla camera oscura, Boix decide di trafugare e nascondere il materiale che documenta i crimini nazisti, nella speranza che possa essere utile per condannare i responsabili alla fine del conflitto, che per la Germania stava volgendo al peggio. Riesce così a rubare e nascondere molti negativi, alcuni dei quali contenenti immagini che testimoniano inequivocabilmente che i vertici delle SS erano perfettamente a conoscenza di quanto accadeva a Mauthausen.

Il 5 Maggio 1945 il campo viene raggiunto dalle avanguardie della 3ª Armata americana e le speranze di Boix si concretizzano. Le foto rubate e le sue testimonianze sono cruciali per la condanna dei criminali di guerra nazisti nei processi di Norimberga e Dacau.

L’incredibile storia di Francisco Boix è stata raccontata nel 2018 nel film Il Fotografo di Mauthausen, e le sue foto fanno parte di diverse collezioni conservate nei musei di tutto il mondo.

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Fotografo

Dal 2009 si divide tra fotografia di matrimonio e documentaria. Come documentarista ha pubblicato su National Geographic Italia, L'Espresso e riviste minori. Come matrimonialista ha avuto l’opportunità di lavorare in Italia, Francia, Germania, Inghilterra, Svizzera e Bermuda. http://www.francescorossifotografo.it/