La FotoCosa del Giorno | Palle da Biliardo al Fulmicotone

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Palle da biliardo esplosive

Il 15 giugno del 1869 l’inventore americano John Wesley Hyatt brevetta la celluloide, nome commerciale di una serie di sostanze che Hyatt sperimentò tra il 1863 ed il 1868.

L’intento di Hyatt era di trovare una sostanza che potesse sostituire l’avorio nella produzione delle palle da biliardo.
Nei suoi esperimenti usò un composto a base di nitrocellulosa per rivestire una sfera di legno. In questo modo le palle risultavano al tempo stesso dure ed elastiche, proprio come quelle realizzate in avorio. C’era un solo problema: la nitrocellulosa è un composto chimico noto ai più come fulmicotone, altamente infiammabile ed esplosivo, perciò urtando tra loro le palle prodotte da Hyatt prendevano fuoco.

La palla da biliardo in Celluloide di Hyatt

Proseguendo nei suoi esperimenti scoprì che aggiungendo al composto la canfora la sua infiammabilità si riduceva di molto. Nasce così la celluloide.

Purtroppo per Hyatt, la stessa sostanza fu brevettata anche in Inghilterra, dal collega Daniel Spill, con il nome di Xylonite.
Presto nacque una disputa sulla paternità del composto e, quindi, su chi dovesse beneficiare dei diritti derivanti dall’invenzione.
Alla fine, con buona pace di Spill e Hyatt, la spuntò il chimico inglese Alexander Parkes, che già negli anni ’50 dell’ottocento aveva mescolato nitrocellulosa e canfora, ottenendo quella che brevetterà col nome commerciale di Parkesina.

Xylonite, Parkesina e Celluloide, sono tre nomi commerciali della prima plastica artificiale della storia.

Bibbie, pellicole fotografiche e brevetti

Se le guerre dei brevetti vi fanno venire il mal di testa, prendete un buon analgesico, perché la storia di oggi ci riserva un’altra disputa.

Nel 1887, il pastore episcopaliano Hannibal Williston Goodwin spalma della gelatina fotosensibile su un film di cellulosa, nel tentativo di ottenere un supporto sul quale imprimere le immagini che corredavano le sue lezioni sulla bibbia.
Il risultato fu la prima pellicola fotografica della storia.
Il reverendo – che evidentemente sapeva bene che la fede nutre lo spirito, ma non il corpo – corse a depositare il brevetto della sua invenzione, ma dovette attendere un decennio per l’approvazione della domanda.

Hannibal Williston Goodwin

Nel frattempo il signor George Eastman – con la sua azienda: la Eastman Kodak Co. – faceva la storia della cinematografia e della fotografia.
Al grido di voi premete il bottone e noi facciamo il resto, nel 1888 mise sul mercato una linea di apparecchi ed una pellicola in tutto e per tutto simile a quella inventata del reverendo Goodwin.

George Eastman

La rivoluzione del 35 mm

Tra le pellicole commercializzate da Eastman spicca il formato 35 millimetri, sviluppato nel 1892 in collaborazione con l’inventore Thomas Edison, padre, tra le altre cose, del cinescopio (antesignano degli odierni proiettori).
Il formato 35 mm diventerà lo standard della nascente industria cinematografica.

Dall’altra parte dell’Atlantico Oskar Barnack, ingegnere capo di un’azienda tedesca che fabbrica microscopi (la Leitz), è un appassionato fotografo amatoriale, ma l’asma gli impedisce di godere del suo hobby come vorrebbe, perché gli apparecchi del tempo sono pesanti e difficili da maneggiare per uno che, come lui, ha problemi di salute.

Oskar Barnack

La malattia lo spinge a provare ad adattare le pellicole cinematografiche da 35 mm alle macchine fotografiche, in modo da sostituire le pesanti lastre e le pellicole di calibro maggiore che al tempo venivano usate in fotografia.
Sono gli anni dieci del ‘900 quando Barnack propone la sua idea in azienda, ma lo scoppio della Prima Guerra Mondiale ne ritarderà lo sviluppo e la commercializzazione fino al 1925, anno in cui il signor Ernst Leitz decide di scommettere sulle piccole e maneggevoli 35 mm inventate un decennio prima dal suo ingegnere capo: le Leica (Leitz Camera).

Ernst Leitz

E’ una rivoluzione, perché il formato 35mm è il compromesso perfetto tra qualità d’immagine e maneggevolezza delle fotocamere, perciò spopola in tutti i settori in cui la rapidità d’impiego e le dimensioni contenute dell’attrezzatura sono un valore aggiunto per il fotografo, tanto da diventare lo standard di riferimento per le pellicole fotografiche. Ancora oggi, nelle fotocamere digitali, quando parliamo di Full Frame (pieno formato), stiamo parlando di sensori in formato 35 mm.

Epilogo

Ma cosa è successo al reverendo Goodwin? Per scoprirlo dobbiamo tornare negli USA e fare un balzo indietro nel tempo.
La sua domanda per il brevetto della pellicola viene approvata nel 1898, e due anni dopo nasce la Film Goodwin and Camera Company, ma il reverendo, ormai settantottenne, non godrà mai dei proventi derivanti dalla sua invenzione, perché morirà poco dopo in un incidente stradale.
Il suo brevetto viene acquistato dalla Ansco che apre e vince una causa legale contro la Eastman Kodak, ottenendo, nel 1914, un risarcimento record (per l’epoca) di 5 milioni di dollari.
George Eastman restò a capo della sua società fino al 1932, anno in cui, consumato da una grave malattia degenerativa, si tolse la vita con un colpo di pistola.
Accanto al suo corpo un biglietto recitava così:

Ai miei amici: il mio lavoro è compiuto. Perché attendere?

George Eastman

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Fotografo

Dal 2009 si divide tra fotografia di matrimonio e documentaria. Come documentarista ha pubblicato su National Geographic Italia, L'Espresso e riviste minori. Come matrimonialista ha avuto l’opportunità di lavorare in Italia, Francia, Germania, Inghilterra, Svizzera e Bermuda. http://www.francescorossifotografo.it/