La FotoCosa del Giorno | Storie di Asini e Uomini

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Asini contro bufale

In questo periodo, in cui non c’è nemmeno bisogno di andare in campagna per vedere qualche bufala, parliamo di un’ormai famosa foto che ritrae un altro animale che mi sta particolarmente caro: l’asino!

La FotoCosa di oggi è anche un’occasione per festeggiare insieme il compleanno di Asini a Prata, un’associazione che si occupa di asini e che, in questi giorni di quarantena, sta pubblicando la nuova rubrica “Mormorate all’orecchio: storie di Asini e Uomini“, quindi seguiteli sulla loro pagina Facebook e scoprite come potrete contribuire a questa iniziativa.

Vendendo a noi, in questi giorni di pandemia COVID-19 circola questa immagine che riporta (ingiustamente) la seguente didascalia:

Per quanto la parabola possa essere simpaticamente ben congegnata, si tratta di una bufala, in quanto questa immagine non ha nulla a che fare con la seconda guerra mondiale, le mine antiuomo, o qualsiasi pericolo che l’asino avrebbe potuto rappresentare se fosse stato autorizzato a correre libero (tra parentesi chi ha avuto modo di interagire con loro sa bene che, a dispetto della loro fama, sono animali estremamente intelligenti).

L’immagine in realtà tratta proprio del sentimento e del mutuo aiuto che da secoli unisce asini e uomini.

risale al 1958, durante la guerra algerina (cioè una guerra per l’indipendenza condotta contro le forze francesi in Algeria coloniale). E raffigura un asino affamato che è stato salvato da un membro della Legione straniera francese che lo ha riportato alla sua base, dove l’animale è stato riportato in salute, gli è stato dato il nome di “Bambi” ed è stato adottato come mascotte unitaria – come descritto dell’autore Douglas Porch nella sua storia della Legione del 1991:

Il 1958 si è rivelato un anno di grande successo per la Legione sotto un altro aspetto: ha ricevuto un certificato di merito per il servizio distinto dalla American Society for the Prevention of Cruelty to Animals e un analogo riconoscimento da parte della RSPCA di Londra, dopo che un legionario del 13 ° DBLE [13a Demi-Brigata della Legione Straniera] salvò un asino affamato e lo riportò alla sua base dove, ribattezzato Bambi, servì l’unità come mascotte. L’interesse è stato suscitato tra gli “anglosassoni” dopo che il Daily Mail di Londra portava una foto dell’asino trasportato sul retro di un legionario. Tenta di assegnare il Certificato di merito al generoso legionario fondato sul [suo mantenimento dell’anonimato]. Tuttavia, il Legale Segretario della RSPCA fu informato dalla Legione che numerose mascotte, “correndo dall’orso alla lucertola, passando attraverso scimmie, volpi di sabbia, cicogne e altri uccelli, ricci, senza dimenticare ovviamente la moltitudine di cani e gatti [che] segue ogni unità nei suoi movimenti. In alcune [unità], il numero di animali è maggiore della forza di lavoro.” Particolarmente gratificante è stata la consapevolezza che Bambi “al momento sta godendo un destino invidiabile e che sta condividendo la vita dei nostri legionari e persino … la loro birra”.

Il Daily Mirror del 19 settembre 1958

Il soldato raffigurato nella foto, a volte identificato come un harki, cioè uno degli algerini lealisti che combattevano al fianco dei francesi, è stato cercato a lungo. Tuttavia la Legione ha preferito mantenere il riserbo sul suo nome, anche perché pare che l’animale venne portato a turno (giustamente) sulla schiena di molti legionari.

Nonostante tutto, quindi, l’immagine si potrebbe riutilizzare con una diversa morale, che dovrebbe valere sempre: aiutare i più deboli nel momento del bisogno.

Asini e soldati

BANKSY: Donkey documents (Aerosol su muro, Betlemme 2007)

Uscendo temporaneamente dal reparto fotografico e andando più su quello artistico, soldati e asini sono anche al centro di quest’opera di Banksy, creata a Betlemme nel 2007, che raffigura appunto un soldato israeliano che controlla i documenti di un asino.

Il pezzo fa parte di una serie di opere create da Banksy lungo la barriera che divide la Cisgiordania palestinese da Israele ed è stato realizzato per promuovere la raccolta fondi “Santa’s Ghetto”.

Il murale è il più grande e significativo di Banksy esistente dalla sua visita in Israele. La scelta del luogo, la tempistica e l’argomento di Banksy tracciano parallelismi con l’asino raffigurato nella storia biblica del Natale che ha trasportato Maria a Betlemme, dove si ritiene abbia dato alla luce Gesù. In effetti, proprio dietro il murale si possono vedere la croce e il campanile della Chiesa della Natività, costruita sul punto in cui si dice che Gesù sia nato.

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Fotografo e videomaker

Fotografo e videomaker, dal 2012 è contributor per Getty Images per le foto di viaggio. Oltre a realizzare servizi foto e video, ha organizzato corsi di fotografia anche in collaborazione con università italiane.