Cose d’Arte | La Street Art invade Casa

David de la Mano per Home MuralFest

L’arte non si ferma dinanzi al nemico invisibile covid-19 e reagisce velocemente, con disordine creativo, interpretando la situazione e trasformando forme e abitudini.

L’arte urbana, abituata a spazi aperti, perlopiù metropolitani, fruibile in ogni giorno dell’anno, ha trasformato questa costrizione tra le mura domestiche in nuove e interessanti prospettive.

Sono nati progetti, tantissimi e spontanei, diffusi in tutto il mondo grazie a internet. Da quando poi, Banksy, ha invaso il suo bagno di ratti ribelli (ne abbiamo parlato anche qui) il pubblico ha potuto condividere e immedesimarsi nella condizione dell’artista. È un po’ quello che la street art sa fare meglio, parlare direttamente al cuore (e alla pancia) di tutti. In poche e semplicistiche parole, questa forma d’arte trasmette messaggi diretti, è comunicativa e attuale, come certi affreschi che raccontano le parabole ai fedeli.

Bansky (2020) Mia moglie detesta quando lavoro da casa

Street Art da salotto

Durante la quarantena, tutto il disordine cittadino, e il disorientamento ad esso connesso, si è come trasferito nell’ambiente domestico, che è divenuto, a suo modo, lo specchio di quello spazio urbano decomposto, ricco di tutte le contraddizioni e le sensazioni umane.

A New York, questa invasione e diffusione dell’arte urbana oltre i muri di città, aveva già iniziato il suo cammino dentro le mura di casa, con un’inevitabile tendenza, che dovevamo prima o poi aspettarci. I designer più attenti alle novità, da alcuni anni si sono messi alla ricerca di artisti per decorare le grandi pareti di loft e appartamenti privati. Una moda che si sta diffondendo anche in Europa, soprattutto nelle capitali più all’avanguardia in fatto di design e home decor. I graffiti sono richiesti in sostituzione dell’obsoleta carta da parati, per portare quello stile metropolitano e attuale tra le stanze di casa.

Ci sono artisti ormai specializzati in questo tipo di lavori, come il francese Régis Sénèque, che nelle sue opere produce illusioni ottiche e figure tridimensionali, per creare atmosfere surreali.

In Italia, la designer Gunilla Zamboni, in arte Gupica, trasforma le dimore in boschi incantati e l’emiliano HU-BE gira di casa in casa realizzando su pareti illustrazioni in formato gigante, che rappresentano dei veri e propri murales a domicilio.

Gupica
HU-BE

Nelle case, sempre più, si confonde l’idea di interno ed esterno, l’arte irrompe nella quotidianità domestica, e vista la situazione attuale e il lockdown, forse il futuro della street art sembra aver trovato la sua (temporanea) strada.

Nuove forme di linguaggio

L’artista danese Jacoba Niepoort, insieme a Void Project, ha creato un’interessante iniziativa durante questi giorni di isolamento, Home MuralFest, coinvolgendo oltre 50 artisti da tutto il mondo. Ciascun partecipante ha realizzato un’opera presso il proprio spazio, in casa o sul muro esterno dell’abitazione, condividendo foto e video sul canale Instagram Void Project.

L’obiettivo del festival è stato quello di creare una grande opera collettiva costruita a distanza, capace di continuare a trasmettere un messaggio globale e libero, fruibile da tutti in ogni momento. Un’occasione di studio e sperimentazione di nuove forme e spazi, in virtù dei limiti imposti dal momento.

Altra idea innovativa è arrivata dall’artista padovano Andrea Roulé, che durante l’isolamento, ha iniziato a proiettare disegni, scritte e animazioni dalla sua finestra, sui muri degli edifici intorno a casa, usati come schermo.

Il progetto D-Sign of Light, pubblicato sui social, ha conquistato fin da subito il pubblico, provocando la reazione di molti altri artisti, che hanno iniziato a collaborare con Roulè inviando serie di disegni e animazioni, che l’artista ha prontamente proiettato.

Suggestivi disegni di luce hanno illuminato le notti in città, anche in questo caso, la street art è entrata in spazi privati, per continuare a trasmettere messaggi universali e pubblici.

video proiezioni – D-Sign of Light

Anche il gruppo artistico Lediesis, partendo dalla stessa visione, ha organizzato lo Street Art Flash Mob, chiedendo a tutte le persone che possedevano un proiettore, di usarlo per illuminare la città deserta con celebri immagini di opere di street art.

Lediesis

Nell’impossibilità di frequentare luoghi pubblici e di partecipare ad eventi, i creativi trovano nuovi modi di diffondere il loro lavoro e comunicare, rafforzando la comunità artistica internazionale. Ci stiamo forse avvicinando ad una sorta di svolta creativa, ad un nuovo linguaggio artistico?

HU-BE

CLAN continua a credere nell’utilizzo degli spazi pubblici, e vi aspetta a fine giugno, a Grosseto, con Trame Festival – serrande chiuse per arte aperta. Ci sarà modo di attestare nuove tecniche di approccio alla street art e nuovi modi di coesione sociale. Continuate a seguirci!