#LiberArtiCLAN | La colazione sull’erba

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#LiberArtiCLAN | Parliamo di Censura

La censura, nell’arte e nella cultura, ci dice molto sulle società che l’hanno imposta, perché ci parla delle loro fobie.
E la paura, lo vediamo oggi più che mai, è l’inchiostro con cui si scrive la storia.

Ogni settimana vi raccontiamo una storia di censura, perché non dobbiamo dimenticare che le nostre libertà – in primis quella di espressione – sono tutt’altro che scontate.

La Colazione sull’erba (Le déjeuner sur l’herbe) di Eduard Manet fu al centro di uno dei più clamorosi scandali artistici. Rifiutato dal Salon nel 1863, fu esposto per la prima volta nel Salon des Refusés (salone dei rifiutati) istituito da Napoleone III per consentire agli artisti non presenti nel Salon ufficiale di esporre le loro opere. Gli animi benpensanti della borghesia parigina si indignarono davanti a quella raffigurazione di donna nuda, che conversava con due giovani uomini, con atteggiamento disteso e senza pudore.

L’indecenza di quel dipinto, non era tanto nel nudo, consacrato in tutte le accademie del mondo e che Manet omaggiava (e allo stesso tempo trasformava), ma il contesto raffigurato. La donna, insieme a due uomini vestiti con abiti moderni, trascorreva del tempo consumando una merenda sul prato, in un’immagine comune e contemporanea, come si potevano vedere ogni giorno non lontano da Parigi.

Il nudo non era giustificato da un pretesto mitologico, storico o letterario. Era semplicemente una scena di vita quotidiana, dipinta con una tecnica innovativa, giudicata all’epoca aspra e volgare: quella rivoluzionaria “mania di vedere tramite macchie” di Manet.

Le critiche furono innumerevoli, da parte dell’opinione pubblica, critici, artisti, istituzioni. Zola intervenne sulla questione, per scongiurarne la censura, ma l’opera fu condannata e giudicata indecorosa. Napoleone III, la definì uno spregevole insulto alla morale borghese. Questo enorme scandalo prodotto da Le déjeuner sur l’herbe fece tuttavia diventare Manet il pittore più discusso e famoso di Parigi, poiché tutti erano interessati a visitare il Salon des Refusés per esaminare la tela incriminata.

Un nuovo modello di rappresentazione stava iniziando improvvisamente a muoversi nell’arte, per liberare pensieri e possibilità, nella curiosa inconsapevolezza del suo pubblico. La censura cercò di combattere quella forza espressiva, sociale e politica, ma consacrò di fatto la nascita di un nuovo stile e di un linguaggio innovativo, che aprì la strada al pensiero moderno.

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